" Mi sono chiesta spesso perchè non mi sia accorta prima di quello che stava succedendo a Christiane. la risposta è semplice, ma ho potuto accettarla soltanto dopo avere parlato con altri genitori che avevano dei ragazzi con i quali avevevano abuto esperienze analoghe alla mia. Semplicemente non volevo rendermi conto che mia figlia era drogata.
[...] L'errore più grande è forse quello di volersi convincere che i propri figli non sono così. Quando Christiane cominciò ad isolarsi, quando sempre più spesso prese a evitare il contatto con la famiglia e nei fine settimana preferiva uscire con i suoi amici piuttosto che con noi, avrei dovuto insistere a chiedere "perchè". Ho preso alla leggera troppe cose."
"Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino" Christiane F.
IL GRANDE AIUTO CHE POSSONO FORNIRE I GENITORI
I rapporti tra adolescenti e genitori sono molto importanti per apprendere, fuori dalla scuola, una base di tipo sociale ed intellettuale. La presenza di una buona armonia in famiglia può deviare i ragazzi a fare uso di droghe e sostanze stupefacenti.
LE RICERCHE
L’indispensabilità dei rapporti familiari è stata evidenziata da alcune ricerche e da alcuni sondaggi svolti da un gruppo di scienziati, di origine americana, su un campione di 500 soggetti tra gli 11 e i 15 anni. Nel suddetto sondaggio il 90% degli intervistati ha progredito nell’uso di droghe, a causa dei burrascosi rapporti familiari, nel seguente ordine: ASTINENZA, ALCOOL, TABACCO, MARIJUANA E DROGHE PESANTI. Tutto questo avviene tra i 13 e i 14 anni con il passaggio dalle scuole medie alle superiori.
I ragazzi, soprattutto in questo periodo, possono essere molto influenzabili sia per la scarsa sicurezza in loro sia perché a volte per essere rispettati da tutti cercano modelli di riferimento poco adatti. I giovani come prima cosa cercano di assomigliare ai genitori o a parenti stretti. La tossicodipendenza dei familiari può causare spesso la dipendenza nei figli che cercano di emulare il padre o la madre. Bisogna poi fare una netta distinzione tra i comportamenti femminili e quelli maschili, infatti, per le ragazze è molto più pericoloso poiché non si sentono in grado di affrontare i grossi problemi quotidiani e in quanto cercano molto spesso di liberarsi per mezzo dell’assunzione di droghe o alcool. Inoltre i conflitti all’interno dell’ambiente familiare e la scarsa coesione in famiglia aumentano il rischio di abuso di droghe nei giovani.
La diffusione tra i ragazzi a fare uso di droghe ha portato molti di loro a compiere atti non leciti e azioni inconsuete per una persona di questa età. Tutto questo avviene soprattutto per avere i mezzi e quindi il denaro per comprare la droga di cui ormai il giovane non può più farne a meno.
Una buona relazione tra genitori e figli può rappresentare quindi un ottimo ostacolo contro la tendenza dei giovani tra i 13 e i 23 anni a sperimentare le sostanze stupefacenti anche sotto l’influenza di amici tossicodipendenti. Come riflessione credo non sia opportuno sbilanciarsi lanciando sentenze e dando giudizi senza conoscere in prima persona il problema della tossicodipendenza tra gli adolescenti.
Consultare la pagina
http://www.droga2.it/prevenzione-droghe.htm
perchè per tutto c'è un rimedio.... ed i rimedi vanno conosciuti a fondo per poter affrontare e fronteggiare i problemi.
spero che questo link possa essere d'aiuto non solo a noi ragazzi che veniamo quotidianamente a contatto con la realtà "Droga", ma anche a tutti quei genitori che ne vogliono sapere sull'argomento e su come questo possa essere affrontato nel migliore dei modi..
Questo video da una speranza:
lunedì 21 dicembre 2009
mercoledì 16 dicembre 2009
Riscoprendo il teatro.... a Spasso tra la programmazione del Metastasio
Sono appena tornata dal teatro Metastasio ( Prato ), dove ho assistito alla prima dello spettacolo "Pensaci, Giacomino!", nota commedia di Luigi Pirandello....
Lo spettacolo è presente a teatro dal 16 al 20 dicembre...
"Un lavoro audacissimo". Così Pirandello descrive al figlio Pensaci, Giacomino! , la commedia scritta per Angelo Musco, che ci fa divertire nel guardare da vicino legami familiari paradossali e tumultuose relazioni con un perbenismo di facciata.
Audacissimo è infatti l'intreccio che fin dalla stesura dell'omonima novella da cui il testo teatrale prende spunto crea scalpore tra i lettori del Corriere delle sera , su cui era stata pubblicata nel 1910: Agostino Toti, vecchio professore di liceo anticonformista, di Lillina, messa incinta da Giacomino Delisi, un suo ex alunno.
Per qualche anno il professore permette alla giovane moglie e al suo amante di incontrarsi nella sua casa, beandosi della felicità conquistata con questa inattesa famiglia e ostentando indifferenza per le reazioni scandalizzate della gente di fronte a un equivocabile, inaccettabile menage à trois.
Questo fino a quando Giacomino si fidanza con "giovine orfana e perrbene".
Agostino con la determinazione di un paladino della giustizia e della vera moralità si precipita da Giacomino e riesce a riportarlo a casa sua dopo averlo minacciato, implorato e infine commosso con il richiamo alla paternità e all'amore di Lillina.
Lo spettacolo è presente a teatro dal 16 al 20 dicembre...
"Un lavoro audacissimo". Così Pirandello descrive al figlio Pensaci, Giacomino! , la commedia scritta per Angelo Musco, che ci fa divertire nel guardare da vicino legami familiari paradossali e tumultuose relazioni con un perbenismo di facciata.
Audacissimo è infatti l'intreccio che fin dalla stesura dell'omonima novella da cui il testo teatrale prende spunto crea scalpore tra i lettori del Corriere delle sera , su cui era stata pubblicata nel 1910: Agostino Toti, vecchio professore di liceo anticonformista, di Lillina, messa incinta da Giacomino Delisi, un suo ex alunno.
Per qualche anno il professore permette alla giovane moglie e al suo amante di incontrarsi nella sua casa, beandosi della felicità conquistata con questa inattesa famiglia e ostentando indifferenza per le reazioni scandalizzate della gente di fronte a un equivocabile, inaccettabile menage à trois.
Questo fino a quando Giacomino si fidanza con "giovine orfana e perrbene".
Agostino con la determinazione di un paladino della giustizia e della vera moralità si precipita da Giacomino e riesce a riportarlo a casa sua dopo averlo minacciato, implorato e infine commosso con il richiamo alla paternità e all'amore di Lillina.
"Onestà è una parola così solitaria, tutti sono così falsi.."
....Sempre più spesso ci si nasconde dietro a qualsiasi filtro riesca a proteggerci dalla realtà, dagli altri, quasi come se vivere una vita parallela, virtuale, ci dia la possibilità di scappare dal nostro oggi, dal nostro domani....Almeno onesti con noi stessi è indispensabile esserlo, al costo di essere cinici, cattivi, spietati....conoscere i nostri pregi
ed i nostri difetti, migliorarsi fin dove possibile, accettarsi e imparare a convivere con loro laddove non possiamo più farci niente. Guardare una persona negli occhi ed avere il coraggio di essere come si è, rappresenta il primo passo per essere onesti. Avere il coraggio di dire: ecco chi sono....puoi valutarmi, giudicarmi, farmi a fette ma io sono qui, non
mi sposto di un passo....sembra follia, ma essere fermamente onesti paga sempre...non nell'immediato magari..ma alla lunga di sicuro.
E poi anche se non paga....onesti lo si è per se stessi e non per gli altri, quindi la soddisfazione personale che si ha
è impagabile....comunque vada.
Essere onesti in amore, poi, diventa ancora più complicato, perchè subentrano mille alri fattori: l'attrazione fisica,
il cuore, i sentimenti, le paure...
L'amore spesso riesce a tirare fuori il meglio ed insieme il peggio di noi stessi: la mancanza di coraggio di esprimerci
vincola tragicamente i nostri rapporti affettivi con gli altri, ci impedisce di manifestare loro il nostro amore, di
farne comprendere la gradazione, di trasmetterlo, e purtroppo anche spesso ci impedisce di riceverlo...
Essere onesti sembra tante volte uno stridente contrasto con la parola amore...quasi che per far andare avanti l'amore
sia indispensabile essere meno onesti di quanto lo sia con persone che "amiamo" con una gradazione minore...ma allora
che amore è?? non quello che voglio..non quello che so dare.
ed i nostri difetti, migliorarsi fin dove possibile, accettarsi e imparare a convivere con loro laddove non possiamo più farci niente. Guardare una persona negli occhi ed avere il coraggio di essere come si è, rappresenta il primo passo per essere onesti. Avere il coraggio di dire: ecco chi sono....puoi valutarmi, giudicarmi, farmi a fette ma io sono qui, non
mi sposto di un passo....sembra follia, ma essere fermamente onesti paga sempre...non nell'immediato magari..ma alla lunga di sicuro.
E poi anche se non paga....onesti lo si è per se stessi e non per gli altri, quindi la soddisfazione personale che si ha
è impagabile....comunque vada.
Essere onesti in amore, poi, diventa ancora più complicato, perchè subentrano mille alri fattori: l'attrazione fisica,
il cuore, i sentimenti, le paure...
L'amore spesso riesce a tirare fuori il meglio ed insieme il peggio di noi stessi: la mancanza di coraggio di esprimerci
vincola tragicamente i nostri rapporti affettivi con gli altri, ci impedisce di manifestare loro il nostro amore, di
farne comprendere la gradazione, di trasmetterlo, e purtroppo anche spesso ci impedisce di riceverlo...
Essere onesti sembra tante volte uno stridente contrasto con la parola amore...quasi che per far andare avanti l'amore
sia indispensabile essere meno onesti di quanto lo sia con persone che "amiamo" con una gradazione minore...ma allora
che amore è?? non quello che voglio..non quello che so dare.
SOGNARE AD..... OCCHI APERTI
Giocare con la fantasia è un qualcosa che non ha età, anzi credo che spesso sia un modo
per non invecchiare mai, per non ingrigirsi, per non perdere mai quello spirito
"fanciullesco" che fa spesso stare bene anche nei momenti più no....
Mille volte nell'arco di una giornata mi capita di soffermarmi un secondo nel frastuono
della città, guardare fuori della finestra e
pensare a dove avrei potuto essere se... o a cosa avrei potuto fare in quell'esatto
istante se....
E' chiaro che pensi a situazioni sempre "idilliache", i posti più belli in cui ho avuto
la fortuna di poter andare, mi sogno il mare, le grandi città, le montagne, la neve, ed è
un momento che dura pochi secondi che mi fa ritrovare il sorriso anche quando non ne va
una dritta...
Tante volte mi metto un po' di musica che mi piace e la uso come "tappeto sonoro" di
questi istanti di relax, e me la godo....lavoro un po' di immaginazione e d'improvviso
scompare la carta dalla scrivania, spariscono le pareti, e mi trovo immerso in un mondo
tutto mio, tutto immaginario, in cui le cose che mi circondano mi assomigliano un po' o
comunque sono fatte come io me l'aspetto....
In realtà il "sogno" accompagna spesso anche gran parte del lavoro e dello studio: ogni progetto, ogni
programma di lavoro ha un obbiettivo, troppo spesso concreto, a cui è bello aggiungere
anche un qualcosa di più umano, più piacevole, più stimolante...
Sono convinta che persone motivate rendano di
più, e che alla fine siano più soddisfatte, anche se fare le cose "sentendole" come
proprie spesso costa più fatica che non farle come un lavoro qualsiasi....
Il sogno, inteso come porsi un obbiettivo concreto ed innalzarlo ad un qualcosa di ideale
e sicuramente più affascinante ed attraente, è sicuramente il mio modo di vivere, il mio
modo di dare un peso alle cose che contano, e soprattutto il mio metro di valutazione
delle persone....troppo spesso bianco o nero....con poche sfumature, nonostante il sogno
obblighi ad utilizzare tutte le sfumature di colore che siamo in grado di leggere....
...volo in questo sogno senza fine grazie alle ali dorate di un angelo che mi ha preso
per mano senza esitare..
per non invecchiare mai, per non ingrigirsi, per non perdere mai quello spirito
"fanciullesco" che fa spesso stare bene anche nei momenti più no....
Mille volte nell'arco di una giornata mi capita di soffermarmi un secondo nel frastuono
della città, guardare fuori della finestra e
pensare a dove avrei potuto essere se... o a cosa avrei potuto fare in quell'esatto
istante se....
E' chiaro che pensi a situazioni sempre "idilliache", i posti più belli in cui ho avuto
la fortuna di poter andare, mi sogno il mare, le grandi città, le montagne, la neve, ed è
un momento che dura pochi secondi che mi fa ritrovare il sorriso anche quando non ne va
una dritta...
Tante volte mi metto un po' di musica che mi piace e la uso come "tappeto sonoro" di
questi istanti di relax, e me la godo....lavoro un po' di immaginazione e d'improvviso
scompare la carta dalla scrivania, spariscono le pareti, e mi trovo immerso in un mondo
tutto mio, tutto immaginario, in cui le cose che mi circondano mi assomigliano un po' o
comunque sono fatte come io me l'aspetto....
In realtà il "sogno" accompagna spesso anche gran parte del lavoro e dello studio: ogni progetto, ogni
programma di lavoro ha un obbiettivo, troppo spesso concreto, a cui è bello aggiungere
anche un qualcosa di più umano, più piacevole, più stimolante...
Sono convinta che persone motivate rendano di
più, e che alla fine siano più soddisfatte, anche se fare le cose "sentendole" come
proprie spesso costa più fatica che non farle come un lavoro qualsiasi....
Il sogno, inteso come porsi un obbiettivo concreto ed innalzarlo ad un qualcosa di ideale
e sicuramente più affascinante ed attraente, è sicuramente il mio modo di vivere, il mio
modo di dare un peso alle cose che contano, e soprattutto il mio metro di valutazione
delle persone....troppo spesso bianco o nero....con poche sfumature, nonostante il sogno
obblighi ad utilizzare tutte le sfumature di colore che siamo in grado di leggere....
...volo in questo sogno senza fine grazie alle ali dorate di un angelo che mi ha preso
per mano senza esitare..
venerdì 11 dicembre 2009
....Un caso fuori dagli schemi..
Vagando tra le pagine di Tiscalì, noto motore di ricerca, mi sono imbattuta in questo curioso articolo. quella che segue è una notizia che risale al 25 Novembre del corrente anno.
Gb, quattro anni espulso da scuola
Bimbo iperattivo accusato di percosse
25.11.09 - A soli quattro anni è diventato il “teppista” più giovane della Gran Bretagna, il primo, che a quell’età, è riuscito a farsi espellere dalla scuola primaria. Il piccolo M.D., stando a quanto riportato sulle pagine del MailOnline, aveva cominciato a frequentare l’istituto da pochi mesi, ma è stato cacciato perché colpevole di disturbare continuamente le lezioni e, in diverse occasioni, di aver aggredito i maestri.I casi di aggressione agli insegnanti - Una volta avrebbe colpito la maestra che aveva tentato di allontanarlo dall'interruttore della luce che si divertiva accendere e spegnere in maniera quasi ossessiva. In un altro episodio avrebbe percosso un’insegnante intervenuta mentre era intento a litigare con un compagno di classe.
Punizione esagerata? Forse sì, ma di ammonimenti, sia al piccolo che ai suoi genitori, gli insegnanti ne avevano fatto in abbondanza. L’espulsione, infatti, è arrivata soltanto dopo quattro sospensioni inflitte nell’arco di appena due mesi. “M.D. - hanno detto gli insegnanti della Sacred Heart Primary di Preston - è una vera e propria peste: non si concentra, non obbedisce e non fa altro che disturbare”.La mamma Shelley non ci sta.
"Mio figlio è un bambino buono - ha spiegato al Sun - è colpa della scuola se si comporta così. Lo stanno trattando come se fosse un teppista, dicono che è immaturo. Ma come fa a essere maturo un bambino che non ha nemmeno cinque anni?". Comunque sia all’istituto Sacred Heart Primary di Preston non vogliono più vedere la faccina di quel bimbo, pertanto alla famiglia non è rimasto altro da fare che trasferire il proprio pargolo in una nuova scuola.
(www.tiscali.it)
Gb, quattro anni espulso da scuola
Bimbo iperattivo accusato di percosse
25.11.09 - A soli quattro anni è diventato il “teppista” più giovane della Gran Bretagna, il primo, che a quell’età, è riuscito a farsi espellere dalla scuola primaria. Il piccolo M.D., stando a quanto riportato sulle pagine del MailOnline, aveva cominciato a frequentare l’istituto da pochi mesi, ma è stato cacciato perché colpevole di disturbare continuamente le lezioni e, in diverse occasioni, di aver aggredito i maestri.I casi di aggressione agli insegnanti - Una volta avrebbe colpito la maestra che aveva tentato di allontanarlo dall'interruttore della luce che si divertiva accendere e spegnere in maniera quasi ossessiva. In un altro episodio avrebbe percosso un’insegnante intervenuta mentre era intento a litigare con un compagno di classe.
Punizione esagerata? Forse sì, ma di ammonimenti, sia al piccolo che ai suoi genitori, gli insegnanti ne avevano fatto in abbondanza. L’espulsione, infatti, è arrivata soltanto dopo quattro sospensioni inflitte nell’arco di appena due mesi. “M.D. - hanno detto gli insegnanti della Sacred Heart Primary di Preston - è una vera e propria peste: non si concentra, non obbedisce e non fa altro che disturbare”.La mamma Shelley non ci sta.
"Mio figlio è un bambino buono - ha spiegato al Sun - è colpa della scuola se si comporta così. Lo stanno trattando come se fosse un teppista, dicono che è immaturo. Ma come fa a essere maturo un bambino che non ha nemmeno cinque anni?". Comunque sia all’istituto Sacred Heart Primary di Preston non vogliono più vedere la faccina di quel bimbo, pertanto alla famiglia non è rimasto altro da fare che trasferire il proprio pargolo in una nuova scuola.
(www.tiscali.it)
Assignment Non numerato
http://iamarf.wordpress.com/2009/12/06/assignment-non-numerato-saper-ascoltare/#comments
"esprimi un concetto senza timore
se riesci a capire che viene dal cuore
e senza paura dì sempre la tua
si fonda su questo la democrazia
non importa se ti trovi a un bivio segui l'istinto
ascolta i consigli di chi ne ha messa di strada in archivio
ascolta perchè chi sa ascoltare sa anche vivere
in questo scorrere
di immagini veloci
"
"esprimi un concetto senza timore
se riesci a capire che viene dal cuore
e senza paura dì sempre la tua
si fonda su questo la democrazia
non importa se ti trovi a un bivio segui l'istinto
ascolta i consigli di chi ne ha messa di strada in archivio
ascolta perchè chi sa ascoltare sa anche vivere
in questo scorrere
di immagini veloci
"
giovedì 10 dicembre 2009
Il disordine dei Sogni
Curiosando tra i volantini della Biblioteca Lazzerini di Prato, diventata oramai la mia seconda casa, mi sono imbattuta in uno che presenta un libro....
Il titolo mi ha colpito.... "Il disordine dei sogni".... inserisco qui un contributo dato da un recensista anonimo:
"Nello scenario di un'isola d'Elba incantata, un pugno di ragazzi, eroi di una generazione che ha avuto ogni cosa senza possederla veramente, tesse i fili di un'amicizia che, oltre le notti insonni e le clamorose sbronze, li difende da tutto ciò che li circonda.
Regista narratore, Parrini muove la telecamera da un personaggio all'altro fino a far emergere la figura del protagonista, Cristian.
Ed eccolo con Giulia, un ragazzo e una ragazza poco più che ventenni che camminano in silenzio, sulla spiaggia illuminata dalla luna.
Eccolo adesso con Serena a Piazzale Michelangelo, mentre cerca di dipanare i fili intricati delle loro parole non dette.
Eccolo, ancora, mentre affronta se stesso, sdraiato su delle panchine in un giardino a Prato, insieme alla sua amica Lisa.
E poi da solo, tra i resti dell'antica Roma. Sboccata, fresca, travolgente, Parrini ci consegna una storia nella quale si passa con estrema facilità dalle risate alla commozione, tramite una scrittura scorrevole e dialoghi sempre incredibili"
http://www.ildisordinedeisogni.it/
Finalmente il libro di Gabriele è in libreria! Lo trovate da domani a Prato:
MARZOCCO
FELTRINELLI
LIBRERIA AL CASTELLO
Dalla prossima settimana alla libreria DEL PORCELLINO (Firenze) e alla Mondadori di Pistoia. Andate a comprarlo!
Il titolo mi ha colpito.... "Il disordine dei sogni".... inserisco qui un contributo dato da un recensista anonimo:
"Nello scenario di un'isola d'Elba incantata, un pugno di ragazzi, eroi di una generazione che ha avuto ogni cosa senza possederla veramente, tesse i fili di un'amicizia che, oltre le notti insonni e le clamorose sbronze, li difende da tutto ciò che li circonda.
Regista narratore, Parrini muove la telecamera da un personaggio all'altro fino a far emergere la figura del protagonista, Cristian.
Ed eccolo con Giulia, un ragazzo e una ragazza poco più che ventenni che camminano in silenzio, sulla spiaggia illuminata dalla luna.
Eccolo adesso con Serena a Piazzale Michelangelo, mentre cerca di dipanare i fili intricati delle loro parole non dette.
Eccolo, ancora, mentre affronta se stesso, sdraiato su delle panchine in un giardino a Prato, insieme alla sua amica Lisa.
E poi da solo, tra i resti dell'antica Roma. Sboccata, fresca, travolgente, Parrini ci consegna una storia nella quale si passa con estrema facilità dalle risate alla commozione, tramite una scrittura scorrevole e dialoghi sempre incredibili"
http://www.ildisordinedeisogni.it/
Finalmente il libro di Gabriele è in libreria! Lo trovate da domani a Prato:
MARZOCCO
FELTRINELLI
LIBRERIA AL CASTELLO
Dalla prossima settimana alla libreria DEL PORCELLINO (Firenze) e alla Mondadori di Pistoia. Andate a comprarlo!
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